L’altro

“Partire. Uscire. Lasciarsi un bel giorno sedurre. Divenire plurali, sfidare l’esterno, sviare per l’altrove. Queste sono le tre prime estraneità, le tre variazioni dell’alterità, i tre primi modi di esporsi. Perché non c’è apprendimento senza esposizione, spesso pericolosa, all’altro. Non saprò mai più chi sono, da dove vengo, dove vado, per dove passare. Mi espongo all’altro, alle estraneità”. Michel Serres

I soccombenti

C’è un bel romanzo di Bernhard che si intitola Il soccombente. Soccombere è una parola che mi ha sempre affascinato molto: indica un’azione sacrificale, qualcosa di profondo, che sta al margine. Nell’età pandemica vi sono in atto grandi cambiamenti, trasformazioni sociali di grande portata, ma la stampa, i social, il mondo culturale, l’accademia, sembrano non accorgersene. Il silenzio è assordante, quando non è interrotto da terrificanti inni alla resilienza, al fatto che ”ne siamo usciti più forti”, al ”show must go on”, ecc. Tutto come prima, meglio di prima, sempre più di prima. Le cose però non stanno così. Questi … Read MoreI soccombenti

Dove si è persa l’accademia?

In questo momento storico di forti tensioni sociali, c’è una parte della società che mi lascia profondamente delusa. Il centro della produzione culturale, il fulcro della riflessione teoretica, della circolazione del sapere, che dovrebbe essere l’Università, sembra essersi ridotta a un grande apparato del potere, adatto a sfornare figure professionali, ma ben poche figure intellettuali. Se infatti l’intellettuale dev’essere figura critica, mai come in questo periodo, la critica sarebbe stata un atto dovuto di partecipazione e di cooperazione collettiva. Ma, a parte sparute voci, non si leva nessun dissenso dalle fila degli accademici. Anzi, contro chi, come Giorgio Agamben, ha … Read MoreDove si è persa l’accademia?

Insegnare la Shoah

Ho frequentato un corso di aggiormanento sulla didattica della Shoah: mi interessava comprendere se è possibile ”insegnare” che cosa è stato, se è possibile farlo nel rispetto delle sensibilità dei bambini e dei ragazzi. Ciò che ho compreso è che no, non è possibile trasmettere l’orrore di ciò che è stato ai bambini: c’ è un’età da attendere, ed è quella del pensiero astratto, che si forma a partire dai 12-13 anni, il cosiddetto ”periodo operatorio formale” di Piaget. Nella scuola secondaria di secondo grado è invece auspicabile parlarne in modo approfondito, a lungo, con metodi innovativi e non con … Read MoreInsegnare la Shoah

Figure dell’invisibile

Sto continuando con il mio progetto artistico sul “corpo” e con le sedute dello “spazio al femminile”. Emergono tante figure dell’invisibilità nella mia riflessione, figure femminili e maschili che abitano la realtà, e tra tutte una è particolarmente toccante quanto dimenticata. La donna che decide di avere un figlio da sola, decidendo in totale autonomia di tenere il bambino dopo un rapporto fugace con un uomo, è ancora il tabù dei tabù in Italia. Affermare in modo così radicale la propria autodeterminazione alla maternità è profondamente condannato dall’opinione comune. La donna giovane ed eterosessuale che sceglie liberamente del proprio corpo … Read MoreFigure dell’invisibile

Il diritto al rispetto

Il problema degli adulti è il desiderio incontrollato di imporre le proprie regole, precetti, norme da accettare acriticamente. Il risultato è che il bimbo si paralizza di fronte all’adulto, di fronte a « cotanta arroganza, aggressività e stupidità ». Un bambino è un essere raziocinante, che ha i propri dubbi, che formula le proprie teorie. Gli adulti dovrebbero ascoltare e rispettare la crescita dei bambini nel proprio divenire. “Dobbiamo rispetto per la sua laboriosa ricerca della conoscenza. Dobbiamo rispetto alle sue sconfitte e lacrime. Non solo la calza strappata, ma il ginocchio sbucciato, non solo il bicchiere rotto, ma il … Read MoreIl diritto al rispetto