Femminismo?

In più di un secolo di femminismo che cosa resta oggi? Che cosa può dirsi “femminista” oggi? Femminismo significa partire dalla corporeità della donna, attraverso una messa in gioco in prima persona, un’esposizione “altra” del corpo. Il corpo sovraesposto secondo le logiche e gli stereotipi del maschile, è un corpo che oscilla tra la lucidità della chirurgia estetica e il nascondimento moralista. La donna resta intrappolata tra questi due estremi. La liberazione del corpo femminile dalla pervasività degli stereotipi, attraversa anche le pratiche relazionali e sessuali, le pratiche legate al concepimento e alla maternità: avere molti partner, decidere di avere … Read MoreFemminismo?

L’età del rimosso

Il periodo storico in cui viviamo è caratterizzato dal politicamente corretto, che è diventato una rimozione obbligata di ogni elemento conflittuale della realtà. Non “sta bene” dire così, o denunciare uno stato di cose, o testimoniare condizioni difficili, tutto dev’essere lucido, teso, rilucente, seducente, fantastico. I social rimandano quest’imperativo della lucentezza, sino alla robotizzazione, alla disumanizzazione dell’umano. La rimozione è il meccanismo di difesa che domina incontrastato, sia individualmente sia collettivamente. Più sono urlate raccomandazioni a non dimenticare, più si grida alla mancanza di socialità e più il soggetto si atomizza perso nella propria sofferenza, che deve sistematicamente nascondere, una … Read MoreL’età del rimosso

Sugli slogan

Non si può più assistere a manifestazioni carnevalesche su temi su cui è importante una riflessione, dalla pace nel mondo, al diritto all’istruzione, al femminismo. Un conto è rivendicare un diritto negato, altro conto è la manifestazione che si pone come obiettivo un luogo comune condiviso da tutti: contro la violenza sulle donne, contro la guerra atomica, contro la fame nel mondo. Questi slogan suonano falsi e nei decenni si sono dimostrati fallimentari, distogliendo dalle vere battaglie, dalla lotta quotidiana dei piccoli gesti e delle parole, dal rispetto e dal riconoscimento per gli altri. Riporto qui un estratto da Verità … Read MoreSugli slogan

Esporre o trattenere?

Alcune ricerche sottolineano il carattere terapeutico dei social: attraverso l’esposizione del mio privato, delle mie idee politiche o sociali, del mio pensare, il mio “io” si rafforza del riconoscimento da parte della “rete”. Con i like, gli emoticon, i commenti, i miei post, le mie foto, le mie attività diventano rappresentazioni collettive. Mi identifico con queste rappresentazioni e percepisco un’appartenenza. Se invece provassimo a trattenere l’impulso che ci muove quando pubblichiamo il nostro pensiero? Se provassimo a trattenere quell’inquietudine che ci spinge a desiderare un’appartenenza (con un gruppo, un’idea, un’immagine persino) e tentassimo di “lavorarci su”, attraverso un’elaborazione privata, privatissima, … Read MoreEsporre o trattenere?

Permanere nella fragilità

“Il destino è quell’insieme complesso di condizioni, di storie e di desideri che si incrociano e si intrecciano determinando una singolarità, una persona. È costituito dei legami che creiamo e sviluppiamo liberamente. Per questa ragione la libertà non consiste nella scelta tra il dominio mediante la forza e la sottomissione, o la debolezza. La libertà, conciliata con il destino, ci porta in una dimensione di fragilità. Questa fragilità non è né la forza né una debolezza, ma rappresenta una molteplicità complessa e contraddittoria da assumere nel suo insieme. Entrare nella fragilità significa vivere in un rapporto di interdipendenza, in una … Read MorePermanere nella fragilità

Qualche riflessione sull’invidia

Pensiamo spesso che l’invidia appartenga al mondo adulto, che i bambini ne siano privi. In realtà, l’invidia è costitutiva dell’essere umano, a partire dalla nascita, come afferma Melanie Klein. L’invidia è utile per sopravvivere, è un istinto primario che dà origine alle cosiddette “posizioni” kleiniane, che non sono altro che stati emotivi strutturali che l’individuo porta avanti sino alla morte. Il problema dell’invidia è proprio che a questo sentimento viene dato poco risalto, pochi sono gli studi che se ne occupano. Sembra quasi che occuparsi del tema dell’invidia sia “da invidiosi”: in effetti il problema è proprio questo. L’invidia è … Read MoreQualche riflessione sull’invidia

La sofferenza

Nell’epoca contemporanea qual è l’approccio alla sofferenza? Nei social, nelle riviste, nei giornali, la sofferenza viene trattata come qualcosa di incidentale, disdicevole, qualcosa che dev’essere evacuata, superata. Dire di una persona “ha avuto una vita difficile” suona come un insulto, un’offesa, come una macchia. Chi ha sofferto o soffre non ne parla, perché parlare della sofferenza non sta bene, è qualcosa che non segue l’etichetta, qualcosa che imbarazza. La sofferenza appartiene all’essere umano in quanto tale, ma l’atteggiamento imperante è di costante fuga, di rimozione, di accusa. Difficile allora poter intraprendere un cammino nel segno di una trasformazione, difficile divenire … Read MoreLa sofferenza

L’orchestra

L’orchestra è per così dire il fondo di un sentimento infinito, comune a tutti, dal quale il sentimento individuale del singolo attore sa emergere e crescere fino alla pienezza somma: scioglie il fondo rigido, immobile, della scena reale quasi in una superficie languida, impressionabile, eterica, il cui fondo immenso è il mare del sentimento stesso. R. Wagner

Amo…

In questo periodo di emergenza, è bello scoprire che cosa ci piace, o ricordare che cosa amiamo fare. Così mi sono chiesta come sintetizzare in poche righe i miei interessi e i miei hobby, un po’ come scriverei in un curriculum… “Amo passeggiare in città. Mi piace dipingere vecchi mobili, conservare vecchie foto, cartoline e spartiti, raccogliere conchiglie e sassolini da conservare o con cui creare piccoli oggetti. Leggo continuamente”. È una piccolissima nota, ma mi ha portato a riflettere su di me, sulle mie abitudini, su ciò che mi piacerebbe tornare a fare.

Non abbiamo paura

La paura paralizza, chiude, ci rende immobili e a volte aggressivi, come recita il titolo di un grande film di Fassbinder “la paura mangia l’anima”. In questo momento chiudersi sembra l’unico gesto possibile: chiudersi a casa, chiudersi agli altri, chiudersi nella propria dimensione spirituale o creativa. Provo invece ad aprire: aprire la mia comunicazione, aprire lo sguardo a chi incontro, aprire le mie idee, le mie capacità, creare qualcosa di mai sperimentato, mettermi alla prova anche con la tecnologia per provare strategie nuove. Le persone si ammalano e muoiono, nella solitudine. Nel momento in cui siamo vivi, siamo presenti a … Read MoreNon abbiamo paura

Trauma collettivo

Il periodo storico che stiamo attraversando verrà ricordato per molto tempo, forse per sempre: una pandemia che colpisce tutti gli Stati, da oriente a occidente, vari strati sociali e che mette in luce gli aspetti “poveri” della società contemporanea. Sanità, istruzione, sistema carcerario, relazioni sociali e welfare. Le poche certezze della nostra modernità liquida si sono sgretolate in un attimo, nel giro di una settimana. Come uscire dall’ansia di questo periodo così greve? Non desiderare di uscirne in fretta: non proiettarsi nel futuro, pensando che quando tutto sarà finito… Non sappiamo che cosa accadrà, né se ci sarà più la … Read MoreTrauma collettivo