Alterità

Il volume Alterità sarà in open access a breve! Qui l’introduzione:

Da quasi vent’anni lavoro sul tema dell’alterità: il tema si è delineato durante la mia tesi di dottorato su Nicola da Cusa, filosofo del Quattrocento, che scrisse trattati sull’Islam e sul dialogo tra confessioni diverse. Nel procedere del lavoro mi accorgevo che in gioco non c’erano solo questioni teologiche o storiche: la domanda sulla coesistenza di religioni diverse metteva in luce molti altri aspetti. Ad esempio, la traduzione di testi sacri in molte lingue, la trasmissione di conoscenze da una cultura all’altra, come queste conoscenze venissero poi filtrate, usate, approfondite. La cultura quindi si profilava sempre più come una radice composita, che vedeva articolarsi discipline diverse: antropologia, filosofia, teologia, sociologia, psicologia, ecc. E queste discipline costruiscono la cultura, la analizzano, la definiscono, la decostruiscono. Il processo di comprensione dell’interazione tra culture  può  procedere all’infinito nello stesso ambito disciplinare, o cercando in modo trasversale tra le discipline. Eppure qualcosa sembrava emergere dalle mie ricerche, e nello stesso tempo ogni volta che tentavo di mettere a fuoco, sfuggiva: che cosa stavo cercando? Quale era la domanda, il concetto, il problema, la tensione che era sottesa alla ricerca ma non riuscivo a formulare? Mi soffermai su un’espressione che avevo letto, usata per definire chi apparteneva a religioni diverse rispetto al cristianesimo: “other”. Altro, differenza, identità. Era così evidente: la domanda era una domanda sull’altro, sul riconoscimento. La ricerca  è un circolo ermeneutico che viene rischiarandosi attraverso uno squarcio teoretico, una parola che racchiude la propria storia personale, la ricerca intrapresa, i libri letti e i saggi scritti, le persone incontrate e quelle che si sarebbero  volute incontrare. Una parola che si muove tra gli ambiti più diversi, eppure mantiene lo stesso aspetto perturbante, una parola che può schiudersi sulle labbra di chiunque, eppure sembra  appartenere soltanto a chi davvero ne porta i segni,  una parola “che sanguina” e fa sanguinare. Nella ricerca da decenni affronto diversi ambiti di studio e in questa parola  vi sono tutte queste ricerche, una parola tra storia, filosofia, arte, psicoanalisi.