Body, performing art

Quali sono le istituzioni create per contenere e proteggere il soggetto? La prigione, i manicomi, le comunità, i ricoveri, le strutture di accoglienza, eccetera; ma vi sono anche altre strutture forse più nascoste che operano la stessa funzione, ad esempio la scuola, gli uffici, le palestre, i locali e via via la televisione, i supermercati e tutto ciò che accettiamo quotidianamente come parte integrante della nostra esistenza.

Ad un primo sguardo infatti è proprio così: tutti questi dispositivi costruiscono la nostra identità, le relazioni con gli altri, ci influenzano nel nostro sé, nel nucleo della nostra personalità. Vorremmo mettere in luce queste “influenze”, ma soprattutto concentrare l’attenzione sui dispositivi che attuano simili meccanismi di controllo. Come ci condizionano e perché? E quanto questi condizionamenti vengono perpetuati dalle nostre azioni? Trovarsi di fronte a chi escluso dalla possibilità di agire, come il malato psichiatrico o l’ossessivo che nel consumo trova la propria condanna e via di fuga, o di fronte all’immagine di un controllo che interviene anche nel nostro immaginario onirico, significa tentare di guardarsi per la prima volta in uno specchio che ci rimanda l’essenza sulla quale tranquillamente fondiamo la nostra esistenza. Non avremo invece altre responsabilità che lo stesso potere nasconde e di cui ci priva o poiché costringe ad una sopravvivenza per cui è lecito calpestare ogni cosa, o semplicemente disinteressarsi di ogni cosa che non rientra nel principio del nostro piacere?

Questo è il volantino che ho scritto in occasione della mia performance del 6 febbraio 2004, presso il C.S.O. Buridda Genova, con il gruppo d’arte Fludd. Questo progetto continua con l’artproject Body. Trovi altre info sul mio sito d’arte: www.mondimarini.art