Trauma collettivo

Il periodo storico che stiamo attraversando verrà ricordato per molto tempo, forse per sempre: una pandemia che colpisce tutti gli Stati, da oriente a occidente, vari strati sociali e che mette in luce gli aspetti “poveri” della società contemporanea. Sanità, istruzione, sistema carcerario, relazioni sociali e welfare. Le poche certezze della nostra modernità liquida si sono sgretolate in un attimo, nel giro di una settimana.

Come uscire dall’ansia di questo periodo così greve? Non desiderare di uscirne in fretta: non proiettarsi nel futuro, pensando che quando tutto sarà finito… Non sappiamo che cosa accadrà, né se ci sarà più la stessa quotidianità di prima, se le persone saranno più buone o più cattive. Possiamo solo, ancora una volta, come in ogni giorno della vita, fare ricorso alle nostre risorse: analizzare noi stessi, il nostro passato, le nostre scelte e comprendere quali sono i motivi che ci hanno portati fino qui, nel luogo in cui siamo, con le persone con cui stiamo a casa, o con noi stessi. Quali sono le cose che amiamo fare da soli e quali davvero vogliamo condividere. Possiamo solo guardare indietro e cercare di capire dove siamo arrivati: e ringraziare di esserci, di poter condividere o di poter creare nella nostra solitudine, qualcosa di unico, che può accadere solo qui, solo ora.

4 Replies to “Trauma collettivo”

  1. Bellissimo e profondo pensiero, ho letto tutto molto volentieri

    Anna says:
  2. Condivido pienamente..l’incertezza del domani deve farci aggrappare al “qui e ora”, da cui può nascere tutto solo per il fatto che ci siamo

    Eleonora says:

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